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Sì, viaggiare, con coraggio gentilmente, gentilmente…

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Nel mese di maggio abbiamo proposto ai nostri studenti il tema del viaggio con la consapevolezza che avremmo potuto provocare della nostalgia inaudita. Lo scopo ovviamente non era quello di sentirsi ancora più frustrati dal confinamento a cui siamo stati costretti a causa della pandemia, ma al contrario, quello di provare ad attraversare insieme proprio questo confine in cui ci siamo ritrovati un po’ tutti nel corso di questi mesi. Così mentre andavamo, abbiamo scoperto, grazie a Le parole sono importanti (Einaudi, 2019) di Marco Balzano, che il termine ‘confine’ non è sinonimo di ‘limite’, non è un muro o un filo spinato che sbarra l’accesso, ma il luogo simbolico in cui si è destinati a “finire insieme”, ‘cum finis’, un punto dove i limiti di ciascuno si danno appuntamento per conoscersi o riconoscersi a vicenda.  Il confine è il luogo del viaggiatore, di colui che va incontro a nuove esperienze.

Il viaggio che abbiamo intrapreso all’inizio del mese è terminato a Ottavia, una de Le …

Italiano, mon amour

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«Quando un signore dietro di me vorrebbe passare sul marciapiede, sento la lieve impazienza con cui mi domanda: permesso? Non riesco a rispondere. Non sono capace di avere nessun dialogo. Ascolto. Quello che sento, nei negozi, nei ristoranti, desta una reazione istantanea, intensa, paradossale. L’italiano sembra già dentro di me e, al tempo stesso, del tutto esterno. Non sembra una lingua straniera, benché io sappia che lo è. Sembra, per quanto possa apparire strano, familiare. Riconosco qualche cosa, nonostante non capisca nulla. Cosa riconosco? È bella, certo, ma non c’entra la bellezza. Sembra una lingua con cui devo avere una relazione. Sembra una persona che incontro un giorno per caso, con cui sento subito un legame, un affetto. […] Sento una connessione insieme a un distacco. Una vicinanza insieme a una lontana. Quel che provo è qualcosa di fisico, di inspiegabile. Suscita una smania indiscreta, assurda. Una tensione squisita. Un colpo di fulmine.»
Jhumpa Lahiri, In altre parol…

Una giornata di Dante Alighieri nel 2020

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Incontrare in giro Dante Alighieri un giorno qualunque del 2020? Si può, o almeno i nostri studenti hanno provato ad immaginarlo alle prese con i social, tanti giovani intorno e nuovi fast food da provare in questo racconto. Testo ed illustrazioni a cura della Classe 3 del corso MP-TUR di Milano. Buona lettura!










Classe 3

TESTI : Li Xinghui, Shiyan Huan, Li Jingyu, Luo Chenyu, Shi Daiwei, Su Xiayan, Tan Chuyan, Wang Siyuan, Zhao Mingming, Zhou Yiyang.

ILLUSTRAZIONI: He Chenyu, Li Jingcheng, Lin Sheng, Sun Qixun, Zhai Xueyuan, Zhou Yiyang.




Una buona novella

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"Vogliamo e comandiamo che niuna novella altro che lieta, ci rechi fuori" (G. Boccaccio)

Torna di moda il Decameron di Boccaccio, tutti ne parlano, tutti lo citano. Oggi le novelle si leggono in diretta Facebook o Instagram, basta cercarle con gli hashtag #decameron, #decameronchallenge, #decameron2020 et voilà. Dai banchi di scuola le novelle di Boccaccio arrivano direttamente nelle case degli italiani grazie alla tv, al pc, allo smartphone. E ancora oggi è così, come allora. Per evadere dall'atmosfera cupa dell'epidemia, ci affidiamo alle storie che ci rechin di fuori. Sia benedetto Netflix in questi giorni, ok, ma perché non provare ad entrare davvero nel Decameron? E perché non farlo rileggendo una delle 100 novelle, illustrata da studenti cinesi che con le loro mani, ispirandosi a fumetti occidentali, hanno provato ad immaginare i personaggi e a disegnarli? L'ironia, ieri come oggi, è sempre stato il miglior antidoto alla paura e di ironia parla proprio &quo…

I passatempi della quarantena: dalla peste del Decameron al Coronavirus.

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Il Coronavirus che sta paralizzando la Cina e terrorizzando il mondo intero compreso anche il nostro Paese, è l’ennesima manifestazione di paure umane che da sempre vanno ben oltre la scienza e sconfinano spesso in fatti sociali e psicologici oltre che simbolici. Tutto ad un tratto, vengono riesumati termini letterari stile "Decameron" o "Promessi Sposi" nelle loro pagine più terribili, quando l’Europa era minacciata dalla peste nera e la letteratura ne ripuliva gli effetti devastanti creando storie appassionanti e significative.
Termini che l’Occidente aveva dimenticato da tempo, come  morbo, virus, contagio, quarantena ora si sentono in tv, sui giornali, all’aperitivo con gli amici. In questo periodo caratterizzato da paura, disinformazione, discriminazione (ahimè) e dal "si salvi chi può" continua a vincere, tuttavia, l'istinto di sopravvivenza che porta le persone a reagire allo stato di allerta in cui si trovano per la paura da contagio. Ed ecco…